Cari amici Allenatori, Preparatori Atletici, Dirigenti Sportivi e tutti gli addetti ai lavori del mondo del calcio, la terza mancata qualificazione consecutiva della nostra Nazionale ai Mondiali ha inevitabilmente riportato alla luce criticità e problematiche che, da anni, caratterizzano il calcio italiano.

Le conseguenti dimissioni delle principali figure federali rappresentano un segnale forte, ma non possono e non devono essere l’unica risposta a un disagio così profondo.

In questi giorni, numerosi professionisti del settore si sono espressi, offrendo analisi differenti: chi ha evidenziato limiti tecnici e tattici della squadra, chi ha posto l’attenzione sulla formazione nei settori giovanili e sull’attività di base, chi invece ha sottolineato lacune nell’organizzazione del sistema federale. Tutti contributi validi, che meritano ascolto.

La vera domanda, però, rimane sempre la stessa: è necessario arrivare a un fallimento così evidente per fermarsi a riflettere in maniera lucida sul nostro movimento?
E ancora: sono davvero solo i risultati o la partecipazione alle grandi competizioni a determinare la qualità del nostro sistema calcistico?

Se guardiamo indietro, dopo la mancata qualificazione contro la Svezia e, successivamente, dopo l’eliminazione con la Macedonia del Nord, ci si chiede quali interventi concreti siano stati realmente messi in atto per cambiare rotta.

In questi anni si è spesso scelto di mettere in discussione il Commissario Tecnico, ma siamo certi che il problema sia davvero riconducibile soltanto alla guida tecnica? È evidente che il tema sia molto più ampio e complesso.

Per questo motivo, la piattaforma Rinnovamento Calcio promuoverà una serie di incontri dedicati al confronto tra addetti ai lavori, con l’obiettivo di approfondire in maniera seria e costruttiva le cause di queste difficoltà. Il dibattito sarà aperto, inclusivo e orientato soprattutto alla proposta: idee concrete, realizzabili e utili per migliorare davvero il sistema.

Se vogliamo dare una svolta al calcio italiano, è fondamentale ripartire dalla base: ascoltare chi opera quotidianamente sul campo, valorizzarne le competenze e trasformare le loro proposte in azioni. Una governance che non dialoga con la propria base è destinata, nel tempo, a perdere efficacia e credibilità.

Le imminenti festività pasquali rappresentano anche un momento prezioso per fermarsi, stare con i propri cari e recuperare le energie in vista dell’ultima parte della stagione sportiva.

A tutti voi e alle vostre famiglie giungano i più sinceri e sentiti auguri di una serena e felice Pasqua